"Salviamo quei negozi
di dischi"
Un
appello per sostenere in tutto il mondo il "Record store day" in
programma in America sabato 19 aprile. A lanciare la petizione,
pubblicata oggi sul quotidiano "la Repubblica" e' lo scrittore inglese
Nick Hornby, autore di "Alta fedeltà", il romanzo del '95 ambientato in
un negozio di dischi di Londra. La petizione e' in difesa di questi
negozi indipendenti ormai a rischio estinzione con l'affermarsi del
download illegale e dei negozi virtuali sorti su Internet.
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I
grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole
rivendite decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download.
Iniziativa il 19 aprile. Alla petizione hanno aderito anche McCartney,
Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day Per il cinema Billy Bob Thorton e
Cameron Crowe: "Più che negozi un mondo di sogni".
"Salviamo quei negozi di dischi lì c'è l'anima della musica"
di CARLO MORETTI
"Nessun
luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi". Forse
ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la
forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista
ed esci batterista, arrivi per chiedere l'ultimo successo in classifica ma
c'è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un
mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L'autore
di "Alta fedeltà", il bellissimo romanzo del '95 ambientato in un negozio
di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di
questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l'affermarsi
del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su
Internet.
La petizione lanciata per sostenere il "Record store day" in programma in
America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore,
vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce
Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono
anche personaggi noti del cinema, come l'attore Billy Bob Thornton e il
regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato
sostegno alla causa: "Lunga vita ai negozi di dischi" osserva Crowe "e a
quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno
la porta verso un mondo di sogni".
Il 19 aprile migliaia di piccoli rivenditori indipendenti agiranno come se
fossero uno soltanto. Ci saranno azioni coordinate di marketing, verranno
distribuiti gadget e borse con il logo dell'iniziativa, ci saranno
spettacoli e concerti per far sentire la voce di decine di artisti che non
si rassegnano a veder chiudere il negozio giù all'angolo. Siamo di fronte
al grido di dolore di una generazione superata e tradita da Internet? Il
"Giorno del negozio di dischi" rappresenta solo il canto del cigno di una
specie destinata all'estinzione? A giudicare da alcuni segnali di riscatto
per i vecchi dischi in vinile, con la recente e decisa impennata delle
vendite (+ 25% nella sola America), proprio non si direbbe.
I Metallica, strenui oppositori del download illegale, hanno scelto il
"Record Store Day" per presentare la riedizione in vinile di due loro
album classici, Kill 'em all e Ride the lightning: i quattro eroi dell'heavy
metal il 19 aprile si esibiranno all'interno del negozio di dischi "Rasputin
Music" di Mountain View, vicino San Francisco. Anche Elvis Costello ha
deciso che il suo prossimo disco Momofuke verrà pubblicato solo in vinile
e non nel formato cd. E al vinile sono tornati nel tempo i Radiohead, i
Nine Inch Nails, i Pennywise. Se il mercato del vinile continuerà con
questo interesse e a questi tassi di crescita, il download sarà solo uno
dei modi per avvicinare la musica, non l'unico, e per i negozi di dischi
si aprirà la possibilità di una seconda giovinezza.
Questo almeno spera chi li considera dei punti di aggregazione
insostituibili e dei formidabili motori per la diffusione della cultura
che non hanno ancora trovato un degno sostituto nell'asettico mondo di
Internet: "Cosa ascolti quando entri nel tuo negozio favorito per il
download?" si chiede Nick Hornby. "Niente. E chi incontri? Nessuno. Chi ti
consiglierà di smetterla di ascoltare questo e di cominciare ad ascoltare
quest'altro? I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono
dartene una migliore". Tanto entusiasmo viene condiviso anche da Don Was,
musicista e per anni produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones: "In
principio fu il negozio di dischi, un tempio moderno con i suoi sacerdoti
e i suoi iniziati, santo ricettacolo dei ritmi e delle rime più sacre. In
confronto" osserva il musicista di Detroit "Internet sembra un'asettica
stanza d'ospedale".
In Italia del "Record store day" si sa ancora poco. E se la voce di un
possibile riscatto non risolleverà le saracinesche di tanti negozi
storici, fa però felice i collezionisti di dischi come Simona Ventura,
giurata della trasmissione X Factor: "A Milano, come a New York o a
Londra, passo pomeriggi interi nei negozi di musica: è anche un modo per
trascorrere una giornata arricchendosi culturalmente". |