"Pirateria musicale: la Confesercenti denuncia un traffico da 2 miliardi di €uro"

La pirateria musicale è un fenomeno di proporzioni rilevanti che a ripercussioni mondiali. Lo ha denunciato il Presidente nazionale della Confesercenti, Marco Venturi, nei primi giorni dell'agosto scorso. Essa rappresenta il 36% del mercato globale per un giro d'affari stimabile in 4,5 miliardi di dollari l'anno.

I maggiori produttori di cd contraffatti sono: Taiwan, Honk Kong, Singapore, Macao, Malesia, Repubblica Ceca, Russia, Israele, Ucraina.

A livello internazionale l'Italia è al quinto posto della top ten mondiale.

In Italia il 25% del mercato è nelle mani dei pirati; al Sud oltre il 40% dei cd in circolazione è falso e i proventi delle vendite contribuiscono all'arricchimento delle organizzazioni criminali, con fatturati miliardari (L'industria discografica italiana stima in oltre 350 miliardi annui il mancato fatturato). Napoli e Roma guidano la classifica delle città italiane dove è più grave il fenomeno della pirateria musicale, seguite da Pescara, Milano, Caserta, Messina, Bari e Pistoia. È il quadro che emerge da una ricerca del Centro Studi TEMI su dati del 2001 forniti dalle Forze dell'Ordine ed in particolare dalla GdF. Napoli figura al primo posto nei sequestri effettuati lo scorso anno (504.266), seguita da Roma (129.860) e Pescara (107.763).

Tra le Regioni, la Campania guida abbondantemente la classifica, seguita da Lazio, Abruzzo e Lombardia.

La capitale guida, invece, la classifica degli arresti e delle denunce (70). Complessivamente sono quasi 6.000 le persone indagate e 3,5 milioni i CD sequestrati nel 2001.

Gli arresti rispetto al 2000, anche grazie all'entrata in vigore della nuova legge sul diritto d'autore, si sono decuplicati (da 13 a 138 persone).
Nel mondo l'Italia è quinta con un mercato della pirateria che rappresenta, come detto, il 25% di quello totale, dopo Cina (90%), Russia (65%), Messico (65%) e Brasile (50%).

Nel nostro Paese i cd falsi in circolazione sono oltre un milione, per un mercato illegale che vale complessivamente oltre 400 milioni di euro (75 dei quali gestiti direttamente dal crimine organizzato) e solo nel 2001 sono stati sequestrati un milione e 200mila dischi falsi, 62mila musicassette e 726 masterizzatori.

Si diceva del coinvolgimento della criminalità organizzata. Su questo tema l'opinione del Capitano Arbore del Comando Generale della Guardia di Finanza è la seguente: "Come dimostrato dai dati processuali e dall'esperienza acquisita nello specifico comparto operativo, la criminalità organizzata svolge ormai, nel settore, un ruolo diretto, attraverso la gestione della fase di produzione e della successiva distribuzione dei beni illecitamente riprodotti, nella quale sono impegnati prevalentemente venditori extracomunitari, traendo da questa attività facili guadagni che vengono successivamente riciclati."

E ancora:
"Riguardo alla fase della distribuzione delle produzioni contraffatte è possibile affermare che il principale canale attraverso il quale avviene la commercializzazione dei prodotti è quello legato
all'impiego di cittadini extracomunitari (nordafricani, in particolare), presenti in maniera massiccia su tutto il territorio nazionale, determinando la diffusione ed il successo di questo commercio parallelo e sommerso.

Proprio questi ultimi, sono uno strumento nelle mani di pericolose organizzazioni che hanno trasferito nel settore della pirateria in genere, metodi e tecniche già collaudati con successo nel campo del contrabbando di tabacchi lavorati esteri e dello spaccio di stupefacenti. La capillare rete di vendita costituita dai cittadini extracomunitari, per lo più entrati clandestinamente in Italia grazie anche all'aiuto di organizzazioni criminali, rende difficile l'individuazione dei centri di produzione e di distribuzione".

Le organizzazioni che gestiscono il traffico illegale sul territorio nazionale si possono avvalere di professionisti, di una capillare rete distributiva costituita, spesso, da insospettabili intermediari, e da sofisticate attrezzature informatiche (masterizzatori, scanner per le copertine, etc.).

Essi costituiscono il nerbo di una capillare ed invidiabile rete di vendita radicata su quasi tutto il territorio nazionale, con suddivisione rigorosa, a volte, per zone e generi di prodotti. Gli extra-comunitari sono l'anello terminale della catena. Sprovvisti di documenti, fornendo generalità false e cambiando spesso dimora, diventano per le Autorità italiane dei veri e propri "fantasmi" che non è possibile perseguire adeguatamente. Oltre a tutte le operazioni macchinose che rendono impossibile un sequestro.

Per comprendere meglio quali sono i centri di produzione basti considerare che, generalmente, le movimentazioni di merce sul territorio nazionale sono falsamente documentate con fatture intestate ad imprese cessate o completamente inesistenti, mentre quelle da e per l'estero sono imputate a strutture societarie costituite appositamente in Paesi off-shore, dietro le quali si celano i veri responsabili del traffico.

ATTIVITA' DELLE FORZE DELL'ORDINE NEL 2001

Prodotti Sequestrati

“Pezzi pirata venduti

Sequestri 2001

Variaz.% su 2000

Cd musicali

10.350.000

3.500.000

-14

Musicassette

650.000

211.000

-62

Videocassette

350.000

120.000

-91

Software (giochi play station)

1.350.000

5.000

+76

Smart Card piratate (pay tv)

2.300.000

60.000

+92

Cd supporti vergini

/

73.000

-38

Fonte: Soc. Temi-Confesercenti su dati FPM e IFPI

Rispetto all'anno precedente aumentano i sequestri di software di giochi elettronici e di smart card, mentre è in calo il sequestro di video e musicassette, seguendo anche un'evoluzione del mercato e del gusto. Sostanzialmente inalterato il sequestro di CD, ma per quanto riguarda quest'aspetto occorre aggiungere tutte le infrazioni al diritto d'autore che si realizzano attraverso l'uso di internet.